martedì 4 maggio 2010

I geni del marketing - n°1: interruzione

Inizio con questo articolo una nuova rubrica non periodica su www.unmondodifferente.com. Non avrà quindi una cadenza fissa (settimanale, mensile...), ma la proporrò ogni qual volta verrò a conoscenza di un caso analogo a quello descritto piu avanti.

Ma perchè I GENI DEL MARKETING? Naturalmente è inteso in senso ironico, e comunque è presto detto: negli ultimi anni è aumentata l'attenzione all'ambiente, e molte aziende ed enti pubblici hanno attuato varie iniziative nell'ottica della sostenibilità e del rispetto ambientale.
Non tutte queste iniziative però possono essere considerate, come un vero contributo verso un mondo più vicino alle energie rinnovabili, al risparmio energetico, alla riduzione dell'inquinamento...
Si parla, quindi, di GREENWASHING, un fenomeno in cui aziende o organizzazioni o enti, fanno passare le loro politiche e i loro prodotti come ecosostenibili, al fine di nascondere o allontanare l'attenzione da pratiche con impatti ambientali negativi.
Le aziende smaniose di cavalcare la tanto attuale "onda verde", in cui la gente e i consumatori sono attenti a quanto le aziende stesse si dimostrano attente all'ambiente, si inventano qualunque cosa pur di far sembrare i propri prodotti piu ecocompatibili.

Ci sono casi in cui forse è esagerato parlare di Greenwashing, almeno non in forma estrema, ma in cui si vuol fare passare per "verdi" prodotti che non lo sono molto, anche inventandosi improbabili nuove carateristiche, solo per applicare un bel bollino verde sulla confezione o sulla brochure e attirare l'attenzione del consumatore.

Quello che mi chiedo è: ma i consumatori sono davvero cosi attirati dal verde, come lo sono i tori dal rosso, da non riuscire a capire se una caratteristica di un prodotto o il prodotto stesso, costituisce veramente un aiuto per l'ambiente o è solo uno specchietto per le allodole?
Beh lascio a voi lettori il compito di farvi un'idea della risposta.
Come sempre potete lasciare un vostro commento.


Tengo a precisare che l'intento di questa rubrica non è quello di diffamare le aziende citate, ma è portare l'attenzione su alcuni specifici errori che hanno compiuto, o su alcune pratiche non tanto corrette o trasparenti, o su alcune incongruenze. La stessa azienda infatti potrebbe avere per altri prodotti o in altri ambiti aziendali delle politiche e dei comportamenti ambientali virtuosi e lodevoli. In altri casi la situazione denunciata nell'articolo potrebbe essere uno dei primi timidi e maldestri tentativi di un'azienda, di avvicinarsi all'ecosostenibilità; in quest'ultimo caso la speranza è che i miei commenti siano utili a far comprendere che è necessario un approccio diverso.

Di seguito il primo caso:
I GENI DEL MARKETING - n°1: interruzione
Ma veniamo al cuore dell'articolo...
...qualche giorno fa sono stato da MarcoPoloExpert per cercare un router/modem wireless (per chi non lo conoscesse, vi basta sapere che è quella cosa che vi permette di collegarvi a internet senza fili con la vostra linea ADSL di casa).
Guardando tra gli scaffali mi è balzato agli occhi che alcuni router Digicom avevano sulla confezione un bollino verde che riproduceva una lampadina con all'interna un albero, insomma quel genere di simboli che campeggiano su tantissimi prodotti oggigiorno.
Incuriosito, sono andato a vedere se c'era scritto qualcosa riguardo al significato di quel simbolo. Trattandosi di materiale informatico, mi aspettavo che indicasse qualche innovazione tecnologica legata al risparmio energetico, come, ad esempio, lo spegnimento automatico, o la regolazione del segnale in base alla lungheza del cavo collegato, oppure mi aspettavo di trovare scritto che quel prodotto era stato fatto al 100% con materiale riciclato, o che fosse riciclato l'imballo...
Niente di tutto ciò!

Arrivati a questo punto sarete curiosi anche voi di sapere cosa si nascondeva in realtà dietro quel disegno no? Vi accontento subito: la grande innovazione ecologica è rappresentata da...un'interruttore di accensione/spegnimento!!!
Ebbene si! I geni del marketing sono riusciti a catturare l'attenzione del consumatore, a far percepire un innovazione del prodotto verso una maggiore ecocompatibilità...ma poi andando a leggere cosa si ritrova il consumatore in più? un semplice interruttore per spegnere l'apparecchio. Eheheh!
Naturalmente è lapalissiano dire che un dispositivo spento consuma meno di uno acceso, e quindi non si puo certo dire che la possibilità di poterlo spegnere non dia un vago aspetto piu verde al prodotto, però la cosa che mi colpisce è come nel 2010 un interruttore venga mostrato come la soluzione agli sprechi energetici!
La speranza è che quello sia solo un timido avvicinamento verso una maggiore responsabilità ambientale dell'azienda in questione e che a azioni di marketing di questo tipo ne seguano altre molto piu concrete e che insultino meno l'intelligenza del consumatore.

Voi che ne pensate?

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